{"id":56,"date":"2000-06-24T00:00:33","date_gmt":"2000-06-24T00:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luca-casagrande.com\/?p=56"},"modified":"2016-06-03T03:05:12","modified_gmt":"2016-06-03T01:05:12","slug":"mozart-tradizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/luca-casagrande.com\/press\/mozart-tradizione\/","title":{"rendered":"Mozart di la&#8217; dalla tradizione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Di Ilaria Daolio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voglio riproporre la medesima formula, a distanza di un anno dal mio ultimo articolo sul Concerto \u201cW. A. Mozart. Gli anni e le opere della maturit\u00e0\u201d, per definire un lavoro, che, dal 1997 in poi, \u00e8 riuscito non solo a sopravvivere a se stesso, ma a mantenere inalterata la sua carica eversiva, sotto le rassicuranti apparenze di innocuo concerto operistico, tra vicende alterne e lunghe sospensioni, essenzialmente dovute a divergenze di vedute tra gli interpreti e alle difficolt\u00e0 di piena realizzazione artistica, che ogni percorso alternativo e radicalmente innovativo incontra inevitabilmente. Il Concerto di cui si scrive si \u00e8 tenuto a Castions di Strada, Udine, presso la Chiesa di S. Maria delle Grazie, il 27 maggio scorso. Interpreti, Luca Casagrande, baritono, Loretta Liberato, mezzosoprano e Davide Furlanetto al pianoforte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per riassumere, si tratta di un concerto incentrato sulle opere teatrali degli ultimi anni della vita di W. A. Mozart, tra il 1786 e il 1791, anno della morte del compositore. Anni di grande travaglio per il salisburghese, senza pi\u00f9 la protezione della Corte degli Asburgo di Wien, ma anni in cui prendono corpo capolavori assoluti, universali, vivi oggi pi\u00f9 che mai. E personaggi vividi, incredibilmente attuali. Ma ricoperti dalla polvere della cattiva tradizione, perlomeno in Italia. Ecco, il Concerto in questione \u00e8 nato proprio per riportare alla luce la \u201cbuona\u201d tradizione (un anno fa scrissi di operazione di \u201criassestamento evolutivo\u201d) mozartiana, quella intuita, e a volte realizzata, da Leinsdorf, da Boehm, da Solti o quella, pi\u00f9 recente, riproposta ad Aix-en-Provence nell\u2019estate del 1998, con un \u201cDon Giovanni\u201d straordinario, o il modernissimo \u201cCos\u00ec fan tutte\u201d con l\u2019incompleta, purtroppo, regia di Strehler al Nuovo Piccolo Teatro, a Milano: suono asciutto e leggero, voci rigorosamente contenute, totalmente diverse da quelle che un ascoltatore per abitudine, si aspetterebbe. D\u2019altro canto, libert\u00e0 di cadenze e diminuizioni\u00a0 belcantistiche, quando possibile (e in Mozart questo \u00e8 possibile molto pi\u00f9 spesso di quanto molti \u201cgrandi\u201d del Novecento ci abbiano dato a bere).\u00a0E, sopra ogni altra cosa, i personaggi in netta evidenza. In definitiva, basta con il Mozart cantato e suonato in punta di piedi, ma basta anche con quello degli urlatori, secondo la nefanda massima del \u201cbasta cantare\u201d o del \u201cci vuole la voce\u201d. Tutt\u2019altro: per Mozart, sempre, ci vuole cervello, prima che voce, e senso della misura. E la conoscenza completa della prassi belcantistica, ancora applicabile alle opere del compositore austriaco, che vive in et\u00e0 classica, ma che opera una sintesi della musica pre-classica ed aggiunge novit\u00e0, che tali rimangono, anche per noi, a distanza di pi\u00f9 di duecento anni. E un senso del teatro\u00a0del tutto a s\u00e9 rispetto a quello richiesto da altri compositori, a Mozart\u00a0coevi. Insomma per Mozart non serve \u201cla voce\u201d (ci riferiamo, ovviamente, ai cantanti). Anzi, non basta. Chiarito una volta per tutte questo punto, Casagrande e Liberato hanno mostrato, anche nella ripresa di questo Concerto, di avere le idee molto precise in proposito. Si tratta di due interpreti, decisamente fuori dal comune, in senso positivo, e molto diversi tra loro, addirittura opposti quanto a sensibilit\u00e0 estetica. Ma \u00e8 proprio l\u2019accostamento e la fusione di queste diversit\u00e0 a\u00a0sortire effetti esplosivi. Cantanti entrambi di acuta intelligenza musicale, riescono ad interpretare Mozart in maniera tale, che l\u2019ascoltatore ha la netta impressione di sentire brani, anche celeberrimi, per la prima volta. Mai una volta durante questo Concerto i due, che cantino insieme o si cimentino nelle grandi arie soliste di Figaro, del Conte d\u2019 Almaviva, di Papageno, Dorabella, Zerlina o Cherubino, attingono alla tradizione novecentesca. Compiono, invece, un balzo indietro di duecento anni, che si traduce, in pratica, in un balzo in avanti di secoli. Ora, cosa manca a questo concerto, per diventare un vero \u201cgrande\u201d Concerto? Ancora un po\u2019 di scavo sui personaggi, qualche aria o scena nuove, e pi\u00f9 adatte, magari alle singole vocalit\u00e0 dei due, un dosaggio dei suoni e dei volumi ancora pi\u00f9 attento (Casagrande, peraltro, sfrutta al massimo i piani, i pianissimi e le smorzature previste in partitura,\u00a0sacrificando senza indecisioni il cosiddetto \u201cbel suono\u201d alle esigenze dinamiche della pagina e a quelle drammatiche della parte) e la collaborazione attiva di un Maestro al pianoforte, che non tema di osare. Davide Furlanetto \u00e8 un giovanissimo pianista, studente di composizione e altro, molto serio, molto impegnato e concentrato e indubbiamente non suona in maniera ordinaria. Potrebbe essere lui. Se suonare Mozart lo stimolasse. Se lo stimolasse \u201cquesto\u201d Mozart.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Concerto di Castions ha avuto un notevole successo, il che dimostra per l\u2019ennesima volta che le novit\u00e0 non spaventano affatto il pubblico, quando le si sa proporre. Sottolineiamo anche il dato di un\u2019organizzazione ineccepibile, che ha messo i tre interpreti a loro agio, e quello di un\u2019accoglienza, che difficilmente si riscontra.<strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Ilaria Daolio<br \/>\nDocente di Letteratura e Storia del Teatro Musicale<br \/>\nIstituto Monteceneri<br \/>\nMilano.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Ilaria Daolio. 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