{"id":51,"date":"2002-02-18T00:00:03","date_gmt":"2002-02-18T00:00:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luca-casagrande.com\/?p=51"},"modified":"2016-06-03T03:05:11","modified_gmt":"2016-06-03T01:05:11","slug":"le-affascinanti-melodies","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/luca-casagrande.com\/press\/le-affascinanti-melodies\/","title":{"rendered":"Le affascinanti M\u00e9lodies di Berlioz e Debussy per il nuovo R\u00e9cital su CD di Luca Casagrande"},"content":{"rendered":"<p>Testate:<br \/>\nTrentinoMese. International press.<\/p>\n<p>LE AFFASCINANTI M\u00c9LODIES DI BERLIOZ E DEBUSSY PER IL NUOVO R\u00c9CITAL SU CD DI LUCA CASAGRANDE.<\/p>\n<p>Di Ilaria Daolio.<\/p>\n<p><strong>Milano<\/strong> &#8211; Con la pubblicazione del nuovo lavoro discografico, dedicato a Les Nuits d&#8217;\u00c9t\u00e9 di Hector Berlioz (1803-1869), alle Ariettes oubli\u00e9es e alle Trois chansons de Bilitis di Claude Debussy (1862-1918), il talento di Luca Casagrande riemerge in maniera perentoria.<br \/>\nL&#8217;ultimo CD interpretato da Casagrande \u00e8 stato registrato, parzialmente dal vivo, tra gli Studi della Nord Sound di Trento e il Teatro dell&#8217;Opera di D\u00fcsseldorf, nell&#8217;ottobre 1999 e pubblicato nel 2000, al pianoforte Jessica Nardon. Un lavoro andato esaurito in soli sei mesi.<\/p>\n<p>Dopo questo CD, Casagrande si \u00e8 cimentato, esclusivamente come Produttore, nelle registrazioni, entrambe pubblicate nel 2001, di un doppio CD dedicato alla prima registrazione assoluta e integrale delle Sei Sonate da Camera \u00e0 tre, Due violini, Alto e Basso, di Agostino Steffani (1654-1728), interpretate dal Quartetto Erasmus, di Milano, e, ancora, alla prima registrazione assoluta di bellissime Cantate a voce sola di soprano e continuo di Alessandro Scarlatti (1660-1725), nell&#8217;interpretazione del Trio Alessandro Scarlatti, con la bellissima voce del giovane soprano Maria Carla Cur\u00eca. Una parentesi discografica, come interprete, piuttosto lunga, ma proficua, visto l&#8217;interesse che le produzioni di Casagrande hanno destato intorno a s\u00e9.<\/p>\n<p>Nel nuovo lavoro &#8211; la cui pubblicazione \u00e8 stata preceduta da una lunga tourn\u00e9e italo-franco-spagnola, ritroviamo un Casagrande nuovo, che gi\u00e0 il lavoro su Donizetti anticipava, ma che qui ci si palesa nella sua maturit\u00e0 d&#8217;autentico interprete di levatura internazionale. Schivo, e oltre i meschini giochi d&#8217;agenzia, Casagrande procede sicuro, in mani serie e coscienziose. Lo troviamo, infatti, ovunque regni una politica culturale seria, in Italia e all&#8217;estero. Soprattutto, anzi, all&#8217;estero. Senza correre il rischio d&#8217;inflazionare la propria immagine o di sfruttare i propri mezzi oltre le loro possibilit\u00e0, come si usa oggi.<\/p>\n<p>E&#8217; senz&#8217;altro riduttivo pensare a Casagrande come ad un semplice baritono, anche se egli, per necessit\u00e0 di riconoscibilit\u00e0 e per non creare confusioni pericolose, offrendo al pubblico un ventaglio di possibili immagini di s\u00e9, si presenta anzitutto come voce. E, in effetti, i suoi studi parlano chiaro: sette anni di canto e pianoforte &#8211; e, durante questi anni, il diploma &#8211; con il soprano Lucia Ciliberti, a Milano. Il debutto, subito dopo, nel Messiah di H\u00e4ndel, ancora a Milano. Due anni a Bologna, allievo del (recentemente scomparso. N d. A.) tenore Paride Venturi. Infine, il cosiddetto perfezionamento con il pi\u00f9 importante e colto Maestro milanese: Alberto Soresina, violinista, pianista e compositore, insegnante di voci storiche e testimone di settant&#8217;anni e pi\u00f9 di musica milanese, italiana e internazionale. Anni d&#8217;intensi studi, durante i quali Casagrande ha finalmente debuttato in teatro, in uno splendido allestimento di Mass di L. Bernstein, al Teatro Smeraldo, con la direzione del giovane Maestro Giuseppe Grazioli. Di l\u00ec in avanti, lo studio continuo, determinato, come autodidatta. E poi, i concorsi internazionali di canto; gli stages al Teatro alla Scala, alla Hochsch\u00fcle f\u00fcr Musik di Franfurt am Main, a Berlin; le ricerche musicologiche al Civico Museo Bibliografico Musicale di Bologna, a Milano, Roma, Napoli, Londra e Parigi, con un grande interesse: il teatro barocco e classico. Il teatro \u00e8 nei geni di questo, che potremmo, forse ancora riduttivamente, definire attore-cantante, dal momento in cui, impadronitosi della tecnica vocale (scuola Garc\u00eca), egli ha sempre usata la voce in chiave drammatica, con uno spiccato senso dell&#8217;atmosfera teatrale, dell&#8217;effetto mai volgare, del significato pi\u00f9 profondo del testo e del gesto.<\/p>\n<p>E questo carattere, che ha indotto molti a guardare a Casagrande come ad un animale da palcoscenico di razza aristocratica (quella degli Schlusnus o dei Huesch), \u00e8 avvertibile anche nei concerti da camera e nei dischi, che restituiscono sempre un&#8217;atmosfera teatrale. Avvertibile e riconoscibile anche per chi ignori che Casagrande ha affrontato, in diec&#8217;anni di carriera, pi\u00f9 d&#8217;una trentina di ruoli di protagonista (o co-protagonista), quasi esclusivamente in teatri stranieri: da Orfeo di Monteverdi (&#8217;93-&#8217;94) a Macbeth di Verdi (2001-2002), passando attraverso Alessandro Scarlatti, Agostino Steffani, Georg Friedrich H\u00e4ndel, e poi tutto Mozart, molto Donizetti e quasi tutto Bellini. Voce baritonale ben timbrata, chiara, agile ed estesa per pi\u00f9 di due ottave, sulla linea dei tenori baritonali d&#8217;epoca barocca e classica, o dei baritoni romantici, capacissima di essere bella in s\u00e9, per quel che vale, ma bella essenzialmente in quanto espressiva. Da questo dato di fatto non si pu\u00f2 prescindere, se si vuole valutare correttamente l&#8217;arte di Casagrande, che non esita mai a sacrificare l&#8217;uguaglianza e l&#8217;omogeneit\u00e0 del suono, ogniqualvolta lo ritenga necessario, s&#8217;intende, all&#8217;espressivit\u00e0, ottenuta con il continuo alternarsi di colori vocali, con la dinamica sfumata, con la ricerca dell&#8217;intensit\u00e0 del canto, sia esso patetico, tragico, eroico.<\/p>\n<p>Il r\u00e9cital dedicato ai cycles Les Nuits d&#8217;\u00e9t\u00e9 di Berlioz, Ariettes oubli\u00e9es e Trois chansons de Bilitis di Debussy \u00e8 un lavoro affrontato con un&#8217;attenzione che ha del parossistico e perfezionistica puntigliosit\u00e0: ogni nota \u00e8 soppesata con pignoleria, appunto, niente passa inosservato, ogni pi\u00f9 piccola frase \u00e8 importante, qui, pur nulla essendo sottolineato, al contrario. La musica passa attraverso il vaglio d&#8217;una severa critica, per riuscire, infine, a respirare, a creare il senso della vera interpretazione, d&#8217;una libert\u00e0 interpretativa unica. Ecco, in questo lavoro si cerca l&#8217;unicit\u00e0, in un&#8217;epoca di copie e simulacri. I tempi musicali adottati sono pi\u00f9 ampli dell&#8217;usuale, riuscendo a conferire all&#8217;interpretazione un senso di decadente estenuazione.<\/p>\n<p>Abituati a sentire Les Nuits d&#8217;\u00e9t\u00e9 da voci femminili, a stento ricordiamo l&#8217;eco della bellissima voce di Jos\u00e8 van Dam, che ha interpretato le liriche di Gautier musicate da Berlioz, per l&#8217;appunto, anzitutto con la voce. Luca Casagrande, al contrario, punta sull&#8217;accento, sulla variet\u00e0 delle <em>nuances<\/em>, e sulla dizione per rendere incisiva la sua interpretazione, pi\u00f9 come uno <em>chanteur<\/em> d&#8217;alta classe, che come un baritono. Anzi, riesce ad evitare la sensazione che questa manciata di delicate poesie parnassiane, che nella mente e nella musica di Berlioz hanno il difficile compito di osare il sublime &#8211; forse per la prima volta nella storia della musica francese, perlomeno nell&#8217;ambito dell&#8217;ampio panorama della m\u00e9lodie &#8211; siano funestate da una pesante voce baritonale. Dunque, una gran levit\u00e0 di canto, che s&#8217;accompagna ad una pronuncia francese, che i francesi stessi, con espressione d&#8217;enfatico trasporto, hanno giudicato &#8220;bella da morire&#8221;.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 fondamentale in un repertorio che non prescinde mai dal testo poetico e dal suo significato, anzi che da questi trae origine. Debussy, se possibile, \u00e8 ancora pi\u00f9 adatto alle corde di Casagrande, che restituisce, esaltata, &#8220;tutta la deliquescenza&#8221; delle complaintes su versi di Verlaine e di Lou\u00ffs, infondendovi tuttavia un&#8217;energia, che corre sotterranea, che richiama le migliori interpretazioni di Schlusnus e Huesch, o anche del meno perfetto Fran\u00e7ois Le Roux, e una sensualit\u00e0 quasi morbosa, di molto superiore a quelle, bench\u00e9 i mezzi vocali di Casagrande siano di natura tanto differente, da rendere impossibile un confronto, e di carattere tanto personale e complesso da far risultare difficile darne una definizione categorica o solo convenzionale.<\/p>\n<p>La versione de Les Nuits d&#8217;\u00e9t\u00e9 presentata in questo CD \u00e8 quella originale per voce e pianoforte, pubblicata dall&#8217;Editore A. Catelin, Paris, nel 1841, che \u00e8 rarissimo poter sentire in disco, in quanto soppiantata dalla versione per diverse voci ed &#8220;avec un petit orchestre&#8221;, del 1856. Le sei Ariettes oubli\u00e9es e le Trois chansons de Bilitis sono fondamentali in Debussy, poich\u00e9 segnano l&#8217;inizio e l&#8217;acme del rapporto del compositore con la m\u00e9lodie e la sua preoccupazione per la voce.<br \/>\nMolto denso il libretto del CD, con citazioni da Leopardi, Benn e Proust, ma anche da Debussy stesso, e da studiosi della sua arte come Bachelard e Boulez. Molto moderna la veste grafica del CD: la scelta, per la copertina, di una visione notturna de <em>Le lac d&#8217;Annecy<\/em>, di C\u00e9zanne (1890) non solo rende l&#8217;atmosfera liquida ed ombrosa del lavoro discografico, ma \u00e8 particolarmente centrata, considerando che C\u00e9zanne, accanto a Debussy e Mallarm\u00e9, \u00e8, come afferma giustamente Boulez &#8220;alla radice di ogni modernit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Ilaria Prof. Daolio<br \/>\nLetteratura e Storia del Teatro<br \/>\ne Direzione<br \/>\nIstituto Monteceneri<br \/>\nMilano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testate: TrentinoMese. International press. LE AFFASCINANTI M\u00c9LODIES DI BERLIOZ E DEBUSSY PER IL NUOVO R\u00c9CITAL SU CD DI LUCA CASAGRANDE. Di Ilaria Daolio. 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