{"id":32,"date":"2006-07-24T00:00:00","date_gmt":"2006-07-24T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luca-casagrande.com\/?p=32"},"modified":"2016-06-03T03:05:10","modified_gmt":"2016-06-03T01:05:10","slug":"virtuosistiche-cantate-di-benedetto-marcello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/luca-casagrande.com\/press\/virtuosistiche-cantate-di-benedetto-marcello\/","title":{"rendered":"Luca Casagrande si cimenta in indedite, virtuosistiche cantate di Benedetto Marcello"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>di Ilaria Daolio<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cantate di Benedetto Marcello si situano storicamente nel delicato momento di passaggio dalle meraviglie del barocco al buon gusto arcadico. In altre parole, siamo ancora in piena poetica della meraviglia, ma il linguaggio musicale, letterario e poetico non \u00e8 pi\u00f9 concretamente barocco, \u00e8 meno immaginifico e concettoso, e semplificato. Benedetto Marcello fu tra coloro che teorizzavano, appunto, l\u2019eliminazione degli abusi, non solo musicali, di cui vivevano ormai la musica vocale, soprattutto il melodramma. Perci\u00f2, pur non dedicandosi sostanzialmente al teatro, fu in costante relazione con un modello ideale di melodramma: il metastasiano sogno in presenza della ragione (citiamo, a questo proposito, il testo satirico di Marcello Il teatro alla moda).<br \/>\nLe cantate di Marcello, anche queste per voce grave maschile, registrate per Centaurus dal baritono trentino Luca Casagrande, da Filippo Emanuele Ravizza al clavicembalo e alla direzione, e Claudio Frigerio al violoncello, sono caratterizzate da un utilizzo spericolato del virtuosismo vocale, e nel senso pi\u00f9 ampio del termine &#8211; cio\u00e8 come capacit\u00e0 dell\u2019interprete di meravigliare compiendo imprese vocali non comuni, sia che si tratti di canto spianato, sia vocalizzato -, e nel suo senso pi\u00f9 stretto di virtuosismo tecnico. La voce viene utilizzata, inoltre, sempre in senso strumentale. La profondit\u00e0 e complessit\u00e0 armonica delle cantate di Marcello costringono il cantante alla massima intensit\u00e0 espressiva, mentre i vertiginosi passi d\u2019agilit\u00e0 in tempo veloce, richiedono scioltezza, pulizia ed eleganza. Il tutto \u00e8 reso difficoltoso dalla necessit\u00e0 di far arrivare nitidamente scanditi i versi del testo poetico. In questa registrazione il virtuosismo hard core \u00e8 accentuato dalla direzione \u201cin avanti\u201d, dinamica e scattante di Filippo Emanuele Ravizza. Luca Casagrande non \u00e8 nuovo a questo genere d\u2019interpretazioni, che ha affrontato in teatro, soprattutto nei numerosi ruoli h\u00e4ndeliani della sua carriera, e in concerto. Casagrande, uno dei pochi veri baritoni dei nostri tempi in grado di sconfinare con successo nei registri di basso e di tenore baritonale, per via di una non comune estensione (dal Fa diesis 1 al Si 3), con voce fluida, setosa, cangiante, dalle screziature iridescenti, ferma, sicura e piena, affronta qui le insistenti agilit\u00e0 \u201cdi bravura\u201d con piglio energico ed autorevole. Tocca le note gravi con classe. Il registro centrale della sua voce suona fortemente immascherato, ha le risonanze ed i colori di un antico strumento ad ancia, ora carezzevoli e lievi, ora dense e coperte, ora taglienti ed incisive. Gli acuti sono precisi ed intonati, vere lame d\u2019acciaio. Anche le agilit\u00e0 \u201cdi grazia\u201d, da risolvere con improbi legati \u201ca fior di labbro\u201d risultano praticamente inappuntabili. Notevole la tenuta del fiato, ammirevoli il \u201crubato\u201d, e ci\u00f2 che una grande artista del passato definiva \u201catteggiamento lento all\u2019interno di un tempo veloce\u201d. La dizione \u00e8, come sempre, chiarissima, e i recitativi, che danno solitamente la misura delle capacit\u00e0 espressive di un cantante e, in definitiva, della sua arte, danno anche la misura dell\u2019arte di Casagrande: da un cantante non si potrebbero pretendere maggiori comprensione e comprensibilit\u00e0 e intelligenza della parola detta. Nelle arie l\u2019artista coniuga canto espanso e precisione nella vocalizzazione, riuscendo, grazie ad uno studio accanito, a smentire il luogo comune per cui le voci maschili, e gravi, siano refrattarie alle costrizioni formali del belcanto, e a dimostrare, alla fin fine, che il vero virtuosismo, sia che investa il canto spianato, sia quello d\u2019agilit\u00e0, non \u00e8 mai meccanico e inespressivo. L\u2019arte di Casagrande arriva, con questo lavoro, una volta di pi\u00f9 forte e diretta: ci pare lecito affermare che, allo stato attuale, \u00e8 assai riduttivo pensare a Casagrande come ad un semplice cantante. Ormai Casagrande con la voce, in virt\u00f9 di un magistero tecnico e interpretativo che gli permette una capacit\u00e0 coloristica d\u2019eccezione, dipinge dei quadri.<br \/>\nLa prassi filologica, in questo CD, \u00e8, al solito, rispettata scrupolosamente, ma senza scolastiche pedanterie. Ormai la disinvolta capacit\u00e0 di variare e improvvisare con gusto e misura di Casagrande \u00e8 un dato acquisito.<br \/>\nLa cantata che d\u00e0 il titolo al CD, Udite Amanti, \u00e8, secondo noi, la meglio riuscita, per gli scultorei recitativi e per lo scuro colore vocale delle malinconiche, tormentate arie, per la fluidit\u00e0 dei passi vocalizzati e per i tempi adottati. A questo proposito, Filippo Emanuele Ravizza, sia come direttore, sia come clavicembalista, in tutto il CD riesce ad offrire ed ottenere interpretazioni di puro smalto, e d\u00e0 prova di grande sapienza ed eleganza. \u00c8 senza dubbio uno dei migliori musicisti con cui Casagrande abbia fin qui collaborato. Probabilmente il migliore. Claudio Frigerio al violoncello, gli sta alla pari per scioltezza, musicalit\u00e0 e professionalit\u00e0 sicura.<br \/>\nMolto ben riuscita anche Poich\u00e9 fato inumano, dai recitativi declamati in tono tragico, in contrasto con lo stretto ritmo puntato e i vocalizzi a mezza voce della prima aria Luci belle per forza d\u2019amore e il carattere impetuoso e travolgente della seconda, Come scoglio che l\u2019onda disprezza, caratterizzata da cascate di vorticose scale discendenti.<br \/>\nQuesto CD rappresenta, per Luca Casagrande, il ritorno alla discografia dopo una pausa di due anni, la completa liberazione dagli impacci creatisigli in occasione degli ultimi impegnativi lavori discografici (impacci, a nostro parere molto ben rappresentati da una serie di collaboratori inadeguati, ed altrettanto inadeguati tecnici del suono) un ulteriore, notevole passo in avanti, verso il compimento di una maturit\u00e0 artistica evidente peraltro gi\u00e0 da qualche tempo.<br \/>\nEssenziale ed elegantissima la grafica del CD realizzata da Reinaldo Ferro, giovane ed emergente fotografo e designer italo-brasiliano. Intelligente, moderna scelta di forme e colori, e una magnifica veduta di Piazza S. Marco del Canaletto.<br \/>\nNotevole il libretto, in cui si citano abbondantemente gli approfonditi saggi su Benedetto Marcello di Mangini e Arduini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Ilaria Daolio<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Ilaria Daolio Le cantate di Benedetto Marcello si situano storicamente nel delicato momento di passaggio dalle meraviglie del barocco al buon gusto arcadico. In altre parole, siamo ancora in piena poetica della meraviglia, ma il linguaggio musicale, letterario e poetico non \u00e8 pi\u00f9 concretamente barocco, \u00e8 meno immaginifico e concettoso, e semplificato. 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