{"id":12,"date":"1997-10-11T00:23:11","date_gmt":"1997-10-11T00:23:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luca-casagrande.com\/?p=12"},"modified":"2016-06-03T03:05:13","modified_gmt":"2016-06-03T01:05:13","slug":"tra-barocco-ed-arcadia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/luca-casagrande.com\/press\/tra-barocco-ed-arcadia\/","title":{"rendered":"Tra barocco ed arcadia: Alessandro Scarlatti: Cantate \u2013 Tre sonate per violoncello e basso continuo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Sandra Matuella. <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>Il nucleo forte dello \u201cScarlatti Camera Ensemble\u201d, formato dal Maestro Lucio Nanni direttore artistico e clavicembalista, da Gabriele Garofano al violoncello, e dal baritono Luca Casagrande, ha suonato al Centro di Cultura \u201cAntonio Rosmini\u201d, venerd\u00ec 3 ottobre scorso\u00a0(1997. N. d. A.). L\u2019interpretazione di cantate e sonate di Alessandro Scarlatti (1660-1725), virtualmente piuttosto difficili da cogliere ad un primo ascolto, ha, invece, riscosso molto successo da parte del numeroso pubblico, che ha apprezzato anche le esaustive introduzioni dei musicisti sui brani che via via avrebbero presentato. Questo concerto \u00e8 inserito in un importante progetto incentrato sull\u2019opera di Alessandro Scarlatti, un progetto di recupero delle composizioni meno conosciute dell\u2019autore palermitano, cameristiche e no. Nell\u2019aprile del 1997 \u00e8 stato pubblicato dallo \u201cScarlatti Camera Ensemble\u201d un CD dedicato alla &#8220;Prima Registrazione Assoluta\u201d di quattro Cantate a voce sola di basso, strumenti e continuo, e delle \u201cTre Sonate per violoncello e basso continuo\u201d attribuite ad Alessandro Scarlatti. [\u2026]<\/p>\n<p>I risultati ottenuti finora dallo \u201cScarlatti Camera Ensemble\u201d sono all\u2019altezza delle ambizioni del gruppo, non solo per il talento dei singoli musicisti e l\u2019affiatamento mostrato sia in disco, che in concerto, ma anche per il rigore filologico e il gusto tutto \u2018italiano\u2019 con cui la formazione affronta la prassi esecutiva barocca.[\u2026]<\/p>\n<p>Protagonista delle Cantate \u00e8 la voce splendida per colore e nobilt\u00e0 di emissione, del baritono Luca Casagrande, da qualche anno in carriera come interprete del repertorio cameristico e operistico sei-settecentesco (fino a W. A. Mozart, per intenderci). Il baritono non affronta il teatro romantico e verista, se non molto marginalmente, scegliendo invece di piegare le proprie risorse vocali ed espressive a ruoli squisitamente belcantistici (tra il primo \u2018600 e il primo \u2018800, grossomodo). Ammette per\u00f2 di subire il fascino delle melodie belliniane e donizettiane, che \u201cbelcanto\u201d non sono, ma che da questo derivano direttamente, richiamandone da vicino alcune fondamentali caratteristiche: la levit\u00e0 di emissione, il legato, la dinamica sfumata, ecc.[\u2026]<\/p>\n<p><strong>Maestro Casagrande, come ha trovato l\u2019ambiente musicale trentino?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cDopo una certa fatica iniziale, ho incominciato a raccogliere i primi consensi tra il\u201995 e il \u201996.<br \/>\nIl Trentino, Trento in particolare, non \u00e8 l\u2019ambiente ideale per un cantante o per un musicista, ma il pubblico non c\u2019entra.\u00a0Anzi, il pubblico \u00e8 curioso, assetato di novit\u00e0, attento e colto, o desideroso di formarsi una cultura musicale che vada al di l\u00e0 delle &#8216;solite cose\u2019 ammannitegli. La responsabilit\u00e0 di una politica culturale, e musicale, senza strategie, di una \u2018non politica\u2019, vorrei dire, va attribuita a chi amministra la cultura, e la musica in particolare, qui. A Trento, l\u2019Assessorato alla Cultura, presieduto dal Prof. Claudio Visintainer, e il Centro Servizi Culturali \u2018S. Chiara\u2019 diretto dal Dott. Oss Noser e della sua chiamiamola consulente Si.ra Pietrantonio. Ho avuto a che fare con tutti e tre questi dicutibili personaggi: ho presentato loro il progetto di allestimento, a Trento, dell&#8217; &#8220;Alarico&#8221; di A. Steffani. Si tratta di un allestimento gi\u00e0 finanziato, perci\u00f2 non si chiedono soldi n\u00e9 al Comune di Trento, n\u00e9 al Centro S. Chiara. \u00c8 richiesto solo il patrocinio al progetto. La proposta \u00e8 stata prima indirizzata al \u2018Festival Musicantica\u2019, che peraltro non dispone di spazi teatrali, quindi rigettata, senza motivazioni.<strong> [ N.d.A.: per la cronaca. Il melodramma di Steffani ha visto la luce in CD in versione integrale nel 2004, ideato, prodotto e diretto da Luca Casagrande con Scarlatti Camera Ensemble. Nel 2005, per tutto il corso dell&#8217;anno, \u00e8 stato rappresentato in forma ridotta, ma teatrale, in molti teatri tedeschi ed europei. Nel 2006 la prima edizione discografica di &#8220;Alarico&#8221; era esaurita. Nel 2009 \u00e8 stata ripubblicata da MusicMedia, e attualmente \u00e8 \u00a0distribuita in tutto il mondo da Naxos]<\/strong><\/em><em>.\u00a0O meglio, di motivazioni inconsistenti ce ne hanno fornite: tra queste ne spicca una che non condivido, e che mostra che la musica, a Trento, \u00e8 in pessime mani. La scelta del Centro S. Chiara \u00e8 quella, come mi \u00e8 stato detto dal Prof. Visintainer e dalla \u2018consulente\u2019 Pietrantonio, di ricorrere ai titoli pi\u00f9 conosciuti del repertorio operistico ottocentesco, nell\u2019intento di educare al teatro d\u2019opera il \u2018grande pubblico\u2019, in previsione anche dell\u2019apertura del Teatro Sociale, che, solo in un secondo tempo, e con un pubblico gi\u00e0 avvezzo a pagare per l\u2019opera, si potranno ospitare allestimenti di opere \u2018rare\u2019, come, per l\u2019appunto, &#8220;Alarico&#8221;, senza perdite economiche. Il gi\u00e0 rappresentato &#8220;Trionfo dell\u2019onore&#8221; di A. Scarlatti, nel \u201991, sarebbe stato, sempre secondo la Pietrantonio, un \u2018flop\u2019 al botteghino.\u00a0<em>E\u2019 evidente a chiunque sappia qualcosa di come funziona il teatro d\u2019opera in Italia, e quindi anche in Trentino, che si tratta di chiacchiere bell\u2019e buone. Allestire opere \u2018rare\u2019 contribuirebbe, da un lato, al gi\u00e0 avviato recupero dell\u2019opera barocca italiana sul territorio nazionale (si pensi al recente \u2018Rodrigo\u2019 di Haendel a Siena), dall\u2019altro, a conferire un\u2019identit\u00e0 culturale e musicale ben precisa a Trento. Insomma, la citt\u00e0 ha bisogno di tutto, tranne che di spettacoli di \u2018routine\u2019, co-prodotti o acquistati da enti lirici dall\u2019attivit\u00e0 gi\u00e0 avviata. Trento deve produrre da s\u00e9, ed esportare. Ci\u00f2 che, peraltro, promette di fare. Ma perch\u00e9 questo succeda, \u00e8 necessario che ai \u2018posti guida\u2019 siedano persone competenti, non certo le attuali.\u201d <\/em>[\u2026] <\/em><\/p>\n<p><em><strong>Sandra Matuella<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Sandra Matuella. 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