{"id":4671,"date":"2018-12-18T18:26:30","date_gmt":"2018-12-18T17:26:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luca-casagrande.com\/blog\/?p=4671"},"modified":"2018-12-18T18:30:08","modified_gmt":"2018-12-18T17:30:08","slug":"alessandro-scarlatti-%f0%9d%9f%a3660-%f0%9d%9f%a3725-lieti-boschi-cantate-by-luca-casagrande","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/luca-casagrande.com\/blog\/alessandro-scarlatti-%f0%9d%9f%a3660-%f0%9d%9f%a3725-lieti-boschi-cantate-by-luca-casagrande\/","title":{"rendered":"ALESSANDRO SCARLATTI (\ud835\udfe3660 &#8211; \ud835\udfe3725) &#8211;  &#8220;LIETI BOSCHI&#8221; &#8211; CANTATE &#8211; BY LUCA CASAGRANDE"},"content":{"rendered":"<p class=\"p5\"><span class=\"s2\"><b>Alessandro Scarlatti (Palermo, 6.V.1660 \u2013 Napoli, 22.X.1725)<\/b> \u00e8 compositore di quasi prodigiosa fecondit\u00e0. La sua produzione, pervenutaci nella quasi totalit\u00e0 in forma manoscritta, \u00e8 diffusa nelle biblioteche di tutta Europa e non solo. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s2\">L\u2019attivit\u00e0 teatrale del palermitano conta, secondo sue personali dichiarazioni, centoquindici melodrammi, di settanta dei quali abbiamo notizia sicura, mentre trentacinque sono arrivati fino a noi; si contano, poi, circa settecento tra cantate, serenate, arie e madrigali, venti oratori, dieci messe, una sessantina di mottetti, dodici sinfonie per orchestra da camera, toccate, preludi e fughe per cembalo, sonate a quattro, <i>suites<\/i> per flauti e cembalo, e via discorrendo. Senza contare tutta la produzione giacente in archivi e biblioteche ancora oggi chiusi a ricercatori e pubblico. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s2\">\u201cDi fronte alla stanchezza dell\u2019et\u00e0 barocca sta delineandosi, sulla fine del Seicento, la reazione dell\u2019Arcadia: l\u2019azione del gusto letterario \u00e8 troppo forte, perch\u00e9 la musica nei suoi intimi legami con la poesia non debba risentirne gli atteggiamenti nelle azioni drammatiche e nelle effusioni della lirica da camera. In quest\u2019ultima soprattutto sono da ravvisare le profonde radici dello stile vocale di Alessandro Scarlatti: ma l\u2019altissimo suo magistero non si potrebbe capire se non fosse riportato a quella vocalit\u00e0 ch\u2019era giunta verso la met\u00e0 del Seicento, e specialmente nell\u2019ambiente romano, ad una coerenza di stile conseguita proprio nel pi\u00f9 delicato fondersi della parola col suono\u201d (L. Ronga). Scarlatti stesso, nel suo <i>Discorso di musica sopra un caso particolare<\/i>, del 1717, insiste sulla necessaria rispondenza tra canto e parola come sul procedimento pi\u00f9 idoneo a \u201cmuovere la passione dell\u2019anima\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s2\">La produzione di cantate, nel Seicento, \u00e8 immensa e si concentra intorno ai temi suggeriti dal gusto del tempo: in primo luogo, la rappresentazione astratta di un mitico mondo bucolico, e degli idilli, dei sentimenti, dell\u2019erotismo dei personaggi pastorali che lo popolano, in costante relazione con una natura ed un paesaggio di boschi e selve, di fiori, ruscelli, piante, tortore, usignoli, gare di vele, marine, a volte accoglienti e consolatori, altre volte fonti di malinconiche rimembranze o di paragoni (\u201cl\u2019aria di paragone\u201d \u00e8 l\u2019elemento principale dell\u2019espressione di questo mondo), altre volte ancora ostili e nemici, freddi e crudeli. L\u2019imitazione della natura da parte della melodia vocale si accentua proprio con Scarlatti, che nelle sue cantate da molta importanza agli spunti derivanti da elementi georgici, e al carattere amoroso: la schermaglia amorosa, il corteggiamento, l\u2019elogio iperbolico della bellezza della donna amata. Scarlatti, fin dagli esordi, rivela una decisa padronanza di questo mondo e della sua poetica. Il compositore \u201cafferma la sua sensibilit\u00e0 nella nitidezza e nella chiarezza plastica delle melodie, mostrando non di rado di aver innato il senso dell\u2019euritmia e della concisione\u201d (L. Ronga). Scarlatti \u00e8 dunque sobrio, nella sua arte, procede verso una sorta di semplificazione in senso evolutivo dell\u2019estetica barocca, e a questo scopo concorrono, oltre ad una concezione strumentale del canto, l\u2019indubbia profondit\u00e0 armonica delle sue composizioni, e, loro malgrado, le molte voci a lui contemporanee, che ritengono la sua arte fin troppo austera e colta, per chi dalla musica si attende piacere frivolo. Il palermitano si rivela, insomma, in posizione sostanzialmente non pi\u00f9 barocca. Meglio, la sua arte \u00e8 espressione di una fase di passaggio interna al Barocco, caratterizzata, insieme all\u2019estetica arcadica, dal razionalismo, vale a dire dall\u2019imporsi di una decisa stilizzazione poetica e musicale, e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>di un fermo e coerente sottrarsi agli abusi che funestano l\u2019arte musicale e vocale intorno all\u2019ultimo ventennio del Seicento. \u201cLe sue cantate obbediscono spontaneamente alle inflessioni pi\u00f9 naturali dei registri vocali e, senza tema di esagerare, si pu\u00f2 dire che ciascuna di queste arie scarlattiane contiene la somma delle esperienze pi\u00f9 delicate e squisite che si possano accogliere in fatto di stile vocale. Nella cantata scarlattiana infatti la voce \u00e8 costantemente scoperta, anche perch\u00e9 la parte strumentale d\u2019accompagnamento non vuol essere di pi\u00f9 di una semplice atmosfera tonale e armonica entro la quale risalti nettissima l\u2019intonazione dei singoli suoni, la melodia \u00e8 agile e snodata\u201d (L. Ronga). Come scriver\u00e0 il Tosi nelle sue <i>Opinioni de\u2019<\/i> <i>cantori antichi e moderni<\/i>, del 1723, \u201cQuesta, a un di presso, era la scuola di que\u2019 professori che per ischerzo gl\u2019inetti chiamano antichi. Osservatene esattamente le leggi, disaminatene con rigore i precetti, e se la prevenzione non v\u2019ingombra l\u2019intelletto vedrete ch\u2019ella insegnava d\u2019intonare, di metter la voce, di far sentire le parole, d\u2019esprimere, di recitare; di eseguir sul tempo, di variar sul moto, di comporre, e di studiare il patetico ove solo trionfa il gusto e l\u2019intelligenza\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s2\">L\u2019obiettivo principale di Scarlatti, nel cammino verso quella che sar\u00e0 la fase pi\u00f9 fulgida del belcantismo, \u00e8 dunque l\u2019espressivit\u00e0, da raggiungere, appunto, anche tramite l\u2019esercizio congiunto, o meglio indissolubile, del patetismo, inteso come soavit\u00e0 e tenerezza espresse dal canto, capacit\u00e0, quindi, del cantante di emettere suoni duttili e malleabili, e del virtuosismo, posto che questo non sia ovviamente inteso come mero sfoggio d\u2019abilit\u00e0 tecnica, ma come espressione calzante, suggestionante, emotiva: sforzo tecnico e sforzo di fantasia, che determinano un risultato eccezionale. \u201cIl vero virtuosismo \u00e8 sempre espressivo, investa i melismi o il canto spianato\u201d (R. Celletti). Scarlatti non rinuncia certo ai melismi, anche su preposizioni ed avverbi o parole non particolarmente rilevanti, e spesso ripete singoli vocaboli, allo scopo di allungare la frase musicale, ottenendo il risultato di ampliare le dimensioni delle arie nelle cantate, rispetto a quanto si riscontra nei suoi predecessori. Queste caratteristiche della scrittura scarlattiana si ravvisano in tutte e sei le cantate qui registrate, per contralto e basso continuo, in cui compare un insistito susseguirsi di vocalizzi su scalette ascendenti (<i>Lieti boschi, ombre amiche<\/i>), quasi pi\u00f9 spesso che discendenti. Inoltre, il palermitano spinge spesso le voci verso i limiti acuti dei rispettivi registri, testimoniando cos\u00ec, l\u2019alto livello tecnico raggiunto dai cantanti dell\u2019epoca, nel caso presente dai contraltisti e dai contralti donna. Questo fatto, si nota in almeno quattro delle sei cantate qui presentate ed \u00e8 particolarmente evidente in <i>Questa \u00e8 la selva<\/i>, in cui la melodia vocale, in alto, insiste sul re4 e tocca molto spesso il mi4, e la tessitura della quale scorre per lunghe frasi sopra il rigo, mentre in basso si scende raramente e si oltrepassa il do3 solo in quattro momenti. <i>Quant\u2019io v\u2019ami<\/i> e <i>Bella, per te d\u2019amore<\/i> sono piuttosto contenute quanto ad estensione verso l\u2019acuto (do4), mentre in basso toccano abbastanza spesso il la3, e sono di tessitura medio-bassa. <i>Lieti boschi, ombre amiche<\/i>, <i>Son io barbara donna<\/i>, <i>E fia pur vero, \u00f2 Dio<\/i> presentano estensioni comprese tra il la3, peraltro appena sfiorato in un paio di punti in <i>E fia pur vero, \u00f2 Dio<\/i>, e il re4, (in <i>Son io barbara donna<\/i> toccato due volte di sfuggita), quindi un\u2019estensione pi\u00f9 o meno tradizionale, per il registro di contralto. La particolarit\u00e0 di queste cantate \u00e8 la tessitura, spinta ai limiti acuti del contralto sei-settecentesco, del si3-do4, dando quindi forma ad un canto piuttosto teso e relativamente vigoroso, anche nei melismi. Si ravvisano insomma in Scarlatti i primi elementi di quella\u201cagilit\u00e0 di forza\u201d o \u201cdi sbalzo\u201d, da eseguirsi a voce piena, che esploder\u00e0 nella prima met\u00e0 del Settecento grazie alle prodezze vocali di contraltisti e mezzosopranisti come il Bernacchi, Grimaldi, il Senesino, il Carestini, nelle composizioni di G. F. H\u00e4ndel, G. Bononcini e N. Porpora, e che trover\u00e0 il suo definitivo codificatore in Gioacchino Rossini.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s2\">I manoscritti delle cantate per contralto e basso continuo qui registrate, sono conservati presso la Biblioteca del Conservatorio di S. Pietro a Majella, a Napoli.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s2\">\u201cAlessandro Scarlatti \u00e8 realmente il fondatore di quel linguaggio musicale del quale si sono serviti i compositori classici per esprimere i loro pensieri fino alla fine del periodo viennese. Sviluppo tematico, equilibrio della frase melodica, armonia cromatica: tutti gli artefici che il secolo decimosettimo aveva introdotti come tentativi, sono da lui adoperati in un tessuto unito e morbido, che raggiunge la perfezione in colui che, se bene non avesse mai conosciuto il suo vero maestro, fu tuttavia il suo miglior discepolo: Mozart\u201d (E. J. Dent).<\/span><\/p>\n<p class=\"p6\"><em><strong><span class=\"s3\">L<\/span><span class=\"s2\">UCA<\/span><span class=\"s3\"> C<\/span><span class=\"s2\">ASAGRANDE<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>Centaurus Music Int. Studio Recording &#8220;Alessandro Scarlatti &#8211; Lieti Boschi &#8211; Cantate- WORLD PREMIERE RECORDING.&#8221; &#8211; \u2117 2011.<br \/>\nAlto Loretta Silvestri Liberato<br \/>\nHarpsichord M.\u00b0 Giorgio Revelli<br \/>\nArtistic Directors: Loretta Silvestri Liberato &amp; Giorgio Revelli<br \/>\nArtistic Supervision: Luca Casagrande<br \/>\nProducer: Luca Casagrande.<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Quant\u2019io v\u2019ami <\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Quant\u2019io v\u2019ami, o luci belle, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">se saper poteste un d\u00ec.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Al mio amore crude e ribelle <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">non sareste ogn\u2019or cos\u00ec.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Questo conforto solo <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">per merc\u00e8 concedete a chi v\u2019adora, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">d\u2019uno sguardo pietoso e poi si mora.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Bel morir se il caro bene <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">mostrer\u00e0 delle mie pene <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">nel bel sen qualche piet\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Bel morir, se il caro bene <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">mostrer\u00e0 delle mie pene <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">qualche senso di piet\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Di mia morte al fier momento, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">non di duol, non di tormento <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">ma di gioia a me sar\u00e0.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>E fia pur vero, \u00f2 Dio <\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">E fia pur vero, \u00f2 Dio, che ascoltar degg\u2019io <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">dal tuo labbro amato ch\u2019io sia teco crudel, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">tiranno e ingrato.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Al costante amor mio <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00e8 questa la merc\u00e8 che da te aspetto, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">dal suo tenero affetto questo premio riceve <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">il core amante.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Tu sai pur che costante t\u2019amo, t\u2019amai <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">e t\u2019amer\u00f2 in eterno.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">L\u2019amor che nell\u2019interno di questo cor racchiudo, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">vien sul mio volto e a note di pallore <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">ti spiega il mio dolore.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Infin da questi lumi tu pi\u00f9 volte vedesti <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">scorrer di pianto i fiumi <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">e in ricompensa poi di tanto affanno, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">dici che ingrato son, crudo e tiranno.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Io son tiranno, \u00e8 ver, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">ma solo dal mio cor <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">che per amarti ogn\u2019or <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">distempro in pianto.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Son crudo al mio pensier <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">che posa mai non ha, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">pensando a tua belt\u00e0 <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">ch\u2019adoro tanto.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ah, che ben io t\u2019intendo, Amaranda crudele, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">perch\u00e9 troppo conosci quanto t\u2019amo e t\u2019adoro,<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">e aver non vuoi piet\u00e0 d\u2019un cor piagato, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">dici che crudo son, tiranno e ingrato.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Deh, vanne tra le selve, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u2018che dagli augelli e dalle crude belve <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">apprender ben potrai, semplice e belle, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">da natura dettate, le leggi dell\u2019amare.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Cos\u00ec del mio penare aver potrai pietate, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">con l\u2019esempio di quelle che ingrate <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">mai non son ne\u2019 loro amori, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">ma gradiscon pietose i dolci ardori.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Se mai la tortorella d\u2019amor fia che si lagna, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">la cara sua compagna veloce a lei sen va.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">E a consolar di quella l\u2019affanno e il rio martoro, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">li da qualche ristoro o<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>mostra almen piet\u00e0.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Questa \u00e8 la selva <\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Questa \u00e8 la selva e quello \u00e8 il dolce amico rio, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">dove teco dal mio mi sottrasti dal sole ai raggi ardenti. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">In questi puri argenti specchiasti il volto <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">e dissetar ti piacque il tuo labbro in quest\u2019acque.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Quello \u00e8 il florido prato, da cui rapisti i pi\u00f9 vermigli fiori, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">con quella man che tanto accende i cuori.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Quest\u2019\u00e8 il colle, ove irato pi\u00f9 non volgesti il ciglio <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>le pupille girasti a me tranquille.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Quella \u00e8 la valle ombrosa, dove meco amorosa <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">ti piacque lusingar l\u2019affanno mio ed or mi lasci, oh Dio.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Oh Dio, tu parti e m\u2019abbandoni <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">n\u00e9 pur mi doni la morte almen.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ahi, di placarti se non ho sorte, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">di gel di morte spargi il mio sen.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Forse che profanai il dio, la selva al prato <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">a te gi\u00e0 reso ingrato, altro volto cercando <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">et altri amori, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">forse di nuovi ardori<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>esca mi resi <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">ad altra ninfa in traccia?<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Forse mi vidde di sudor gi\u00e0 molle, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">questa valle e quel colle?<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ah, tal pensier discaccia, son tuo, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">n\u00e9 fia giammai ch\u2019a te manche di fede,<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Amor ch\u2019a te mi diede, non fia ch\u2019a me mi tolga, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">n\u00e9 avverr\u00e0 che si sciolga la catena fatal <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">che s\u00ec m\u2019allaccia.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ah si, Nice, ti piaccia, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">mentre per poco almen fermi le piante, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">credimi a te fedel, credimi amante.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Credi che t\u2019amo, ch\u2019ognor ti chiamo, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">mio ben, mia vita e che gradita sei troppo al cor.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">N\u00e9 sar\u00e0 vero che dal pensiero partir potrai, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">n\u00e9 d\u2019altra mai<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>pu\u00f2 farmi amar.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Bella, per te d\u2019amore <\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Bella, per te d\u2019amore tanto avvampa il mio core, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">arde tanto il des\u00eco, che gi\u00e0 non son pi\u00f9 mio.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Solo il pensier tu sei di tutti i pensier miei, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">sempre per te<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>sospiro, sempre di te ragiono.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ah, che pi\u00f9 mio non sono.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nel mio sen pi\u00f9 non \u00e8 l\u2019alma mia, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">nel mio petto il mio cor pi\u00f9 non \u00e8.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Chi saperne l\u2019albergo des\u00eca, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">mio bel sole lo cerchi da te.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Dolcemente rapito da tua belt\u00e0 <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">che in servit\u00f9 mi prese, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">con forze non intese tanto di me perdei, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">ch\u2019io non vivo pi\u00f9 in me, ma vivo in lei.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Costante e notte e d\u00ec, dicendo io vo\u2019 cos\u00ec, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">ah, che pi\u00f9 mio non son, non son pi\u00f9 mio.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ascolta i sospir miei e ogn\u2019or ripiglia amor, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">no che pi\u00f9 tuo non sei, lo so ben io.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Lieti boschi, ombre amiche<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Lieti boschi, ombre amiche, a voi<i> <\/i>ritorno. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Non gi\u00e0 perch\u00e9 tra voi speri l\u2019afflitto core, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">trovar qualche conforto ai dolor suoi.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Non basta al mio dolore <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">la bell\u2019ombra dei lauri e degli abeti, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">e a farmi i pensier lieti <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">non han virtute il faggio, il mirto e l\u2019olmo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Lieti boschi, ombre amiche, a voi ritorno.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Io tra voi ricerco solo<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">di languir con libert\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Che mirate, ma tacete, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">le mie lagrime segrete <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">n\u00e9 dimando al mio gran duolo,<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">care selve, altra piet\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Sappia l\u2019affanno mio, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">sappia l\u2019aspro tenor de\u2019 miei sospiri, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">l\u2019antro, il bosco, la selva, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">ogn\u2019augello, ogni belva, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">il vento, il rio, ma non lo sappia Clori.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Sappian l\u2019aure e i venticelli <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">ch\u2019io non fo\u2019 che sospirar.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ma non oda i miei sospiri <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">e non veda i miei deliri, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">la cagion del mio penar.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>Son\u2019io barbara donna <\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Son\u2019io barbara donna, infida Clori, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">quello son\u2019io che un tempo fui <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">de\u2019 dolci pensier tuoi l\u2019oggetto amato.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Quello io son, che fortunato <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">ti seguiva sovente <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">al bosco, al prato, al rio, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">oh memoria dolente a cui dicevi <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">siedi fra queste fronde, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">siedi su quest\u2019erbette, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">specchiati in questo rio, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u2018che il ritratto vedrai dell\u2019idol mio.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">In questo ruscelletto <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">che corre limpidetto <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">vedrai nel tuo bel viso <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">dipinto il mio piacer.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Da me sempre indiviso, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">sospira a\u2019 sospir miei <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">e godi al mio goder.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Quello son\u2019io, tu quella pi\u00f9 non sei,<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">senza amor, senza legge e senza fede <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">non curi i torti miei <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">e divenuto amante <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">d\u2019 un novello sembiante, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">sprezzi l\u2019antico ardore <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">e il mio sincero amore.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Pensa che un nuovo amante <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">non ti sar\u00e0 costante <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">come son\u2019io fedel.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Deh, torna al primo amore, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">consola questo core, <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">idolo mio crudel.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"&quot;E fia pur vero, o\u0300 Dio&quot; - Cantata for Alto &amp; Continuo - Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/A9oMknno4k0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alessandro Scarlatti (Palermo, 6.V.1660 \u2013 Napoli, 22.X.1725) \u00e8 compositore di quasi prodigiosa fecondit\u00e0. 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L\u2019attivit\u00e0 teatrale del palermitano conta, secondo sue personali dichiarazioni, centoquindici melodrammi, di settanta dei quali abbiamo notizia sicura, mentre trentacinque sono arrivati [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":4672,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-4671","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articles"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/luca-casagrande.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4671","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/luca-casagrande.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/luca-casagrande.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/luca-casagrande.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/luca-casagrande.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4671"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/luca-casagrande.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4671\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4674,"href":"https:\/\/luca-casagrande.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4671\/revisions\/4674"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/luca-casagrande.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4672"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/luca-casagrande.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4671"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/luca-casagrande.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4671"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/luca-casagrande.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4671"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}